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Ceramica

  • Il vaso in terracotta è decorato con motivi a palmetta, in fasce alternate chiaro scuro, elaborati dall'artigiana riprendendo il disegno di un coccio in ceramica oristanese del XVI sec.

  • Di evidente pregio decorativo, il piatto in ceramica smaltata a pennello e a rilievo con bilanciata composizione in bianco e nero e suggestiva forme irregolare custodisce al suo interno il disegno della pavoncella ripreso dalla tradizione e reinterpretato con assoluto gusto contemporaneo

  • Il grande piatto quadro, caratterizzato dalla pregiata resa della superficie smaltata con effetti metallici e cangianti, è decorato nei bordi con l'aggiunta di elementi plastici quadrati in cromie a contrasto, congiunti tra loro dal passaggio di un cordino color oro eseguito con la precisa resa e

  • Essenziali nella forma abilmente lavorata al tornio, i vasi sono arricchiti e resi originali dalle applicazioni plastiche di elementi a vortice abbinate a piccoli uccelli.

  • Allegro ed elegante il piatto a forma di pesce è decorato con vibranti pennellate policrome e sapiente tecnica artistica. Realizzato in ceramica smaltata è proposto con dettagli di manifattura sempre differenti.

Il settore

La lavorazione della ceramica nel territorio isolano è testimoniata fin dal Neolitico con caratteristiche distintive che evolvono nel periodo nuragico. Le produzioni fittili del Neolitico interpretano la forma femminile, rotondeggiante anche nelle produzioni di vasellame, rappresentazione della Dea madre. Nella ceramica nuragica la figura è asciutta e stilizzata ed esprime la forza della guerra.
 
Nei periodi che seguono, la consistente circolazione di ceramiche importate, legate alle diverse culture che interagiscono con la Sardegna, rende difficile definire quale fosse la produzione locale, produzione che acquista con certezza espressione autonoma nell’età moderna, perdurando con caratteristiche stilistiche e con procedure tecniche quasi inalterate fino a tempi recenti.
 
La lavorazione è la terracotta, che può essere ingobbiata ed invetriata. Le forme sono poche e funzionali eseguite al tornio: le brocche, marigas, i recipienti, sciveddas, i tegami, pingiadas, i fiaschi, frascus, le ciottole, discus, e alcuni tipi di bricchi e versatori.
 
Il contesto è rurale, di sussistenza agreste e pastorale. Sono oggetti che supportano le attività quotidiane, il trasporto e alla conservazione dell’acqua, la panificazione, la preparazione dei dolci e dei cibi. Eppure non sfuggono agli abbellimenti e alle caratterizzazioni espressive. Le versioni festive appartengono ai giorni solenni, alla ricorrenza, al rito, sono lustro nel corredo. Vengono elaborate dai figuli più capaci, grafite e decorate con aggiunte plastiche, con motivi vegetali e con figure di santi e altri simboli religiosi e benauguranti.
 
Queste produzioni che appartengono alla cultura materiale locale, insieme alle produzioni di altri settori artigianali come la tessitura, l’oreficeria, l’intaglio e la cestineria, custodiscono un linguaggio segreto, intimo e suggestivo.